Quando mandi un curriculum ad un’azienda per candidarti ad un’offerta di lavoro, va da sé che la speranza è quella che il selezionatore lo apra, magari anche subito, ti chiami e fissi un colloquio. Questo però accade piuttosto di rado rispetto al numero di invii, spesso piuttosto alto. Ma quali sono le ragioni principali di un curriculum scartato? A volte è sfortuna, pura e semplice.
Indice
5 motivi per cui il curriculum viene scartato
A volte però non è così, o comunque non solo. Ci sono almeno 5 motivi (e qui ce ne sono altri 5) , strettamente dipendenti dal modo in cui lo si manda, che possono influire negativamente sul risultato dell’invio di un curriculum, vediamo quali sono.

Non viene nemmeno aperto
E’ il risultato peggiore, quello per il quale anche il tuo fosse il miglior cv del mondo, ti viene a prescindere negata la possibilità di ottenere un colloquio, in quanto chi è deputato a leggere il documento che con tanta fatica hai compilato, adattato e inviato, non “si spreca” nemmeno ad aprirlo. Come dicevamo, può succedere per mera sfortuna, ma non solo. Senza una convincente lettera di presentazione, l’invio del solo curriculum, soprattutto per determinati ruoli, può risultare del tutto inutile. Dalla cosiddetta “cover letter” (una vera e propria copertina, cover appunto, di chi sei), il selezionatore nemmeno ci pensa ad esaminare le tue competenze. Tienilo sempre presente, prima di pensare “va beh ma è tutto scritto nel cv, che la scrivo a fare la lettera di presentazione?“.
Non è centrato per il ruolo offerto
Non è certo la prima volta che lo scriviamo. Inserire qualsiasi lavoro si è fatto negli ultimi cinque o dieci anni per vantare una maggiore esperienza, quasi sempre non è la scelta migliore, anzi, è forse quella peggiore. Risultato? Curriculum scartato! Prima di tutto infatti, devi considerare che chi decide di aprire il tuo curriculum, impiega sì e no qualche secondo per esaminarlo e valutarlo. Se si trova davanti centinaia di informazioni che almeno a prima vista possono risultare un po’ confuse, o comunque non del tutto pertinenti al ruolo che l’azienda sta offrendo e per il quale ti stai candidando, c’è la forte probabilità che il tuo cv venga, appunto, scartato subito. Troppo lungo e complicato approfondire, per poi magari scoprire che a quel ruolo non sei nemmeno adatto. Ok dimostrare flessibilità, ma ci sono altri modi per farlo rispetto all’inserire decine di lavori e lavoretti magari pure del tutto scollegati tra loro (cosa che certamente può capitare e che non è sicuramente un demerito, anzi. C’è però un problema di opportunità nell’inserire “tutto”, in un curriculum inviato nella speranza di ottenere un colloquio per un posto che richiede un ruolo ben determinato.
E’ senza scopo
Perché hai scelto proprio quell’azienda? E perché proprio quell’offerta? Cosa ti aspetti? Dove vuoi arrivare? Un motivo sicuramente ce l’hai. Un’aspettativa anche, un traguardo da raggiungere pure. Ecco, spiegalo bene. Sicuramente più approfonditamente nella lettera di presentazione, ma anche nel curriculum è bene accennare precisamente quali sono gli scopi che hanno mosso la tua mano e hanno fatto sì che il tuo cv arrivare all’azienda del selezionatore che in questo momento lo sta leggendo. E sta pensando se chiamarti o meno a colloquio. Senza uno scopo, un traguardo appunto, non si va da nessuna parte. Se non vuoi andare da nessuna parte, tanto vale che nemmeno ti muovi. Quindi, niente posto di lavoro.
La struttura è scadente
Non va bene, proprio no. Un curriculum scartato è spesso un curriculum dall’aspetto e dalla struttura scadente. Errori di battitura o peggio di grammatica, righe e colonne disposte in modo non omogeneo o confusionario. Orrore! L’impressione che dai è quella di una persona disordinata, poco attenta, superficiale. Come dici? Sei tutto il contrario? Già, sarà sicuramente così, ma tieni presente che il tuo curriculum dice l’esatto opposto e, anche ammesso riuscissi a parlarci, di certo il selezionatore non si fiderà della tua parola, visto che il suo lavoro è anche quello di non fidarsi.
E’ troppo lungo
Abbiamo già detto che i selezionatori impiegano pochi secondi per leggere e valutare un cv? Sì, lo abbiamo già detto. Ecco, allora è facile comprendere che se invii un papiro di 7-8 pagine, pur scritto perfettamente, difficilmente chi lo legge arriverà alla fine. Magari non arriva nemmeno a metà, finendo per sceglierne un altro più “immediato”. Fatti salvi casi molto specifici, la lunghezza di un curriculum deve essere decisamente contenuta. Informazioni precise, determinanti, concentrate in poche righe. Due pagine, forse tre. Di più, quasi sempre è troppo. E il troppo stroppia.
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